copertina_cure_and_chronicity_02

Cure and Chronicity N.2

Mese di pubblicazione – Dicembre 2017
PP. 1-44

Formato – 21 cm x 29,7 cm


In questo numero:

Editoriale – Dimensione, problemi sociali, complessità organizzativa e rischio di infezioni nel sistema penitenziario italiano
Sergio Babudieri 

Articolo originale – Esclusività e centralità del rapporto dottore – paziente detenuto
Vito Fiore, Federico Caputo, Sergio Babudieri 

Articolo originale – Epatite C in prigione. Dalla cura del singolo alla strategia di eradicazione: un beneficio per la comunità
Roberto Ranieri, Ruggero Giuliani, Teresa Sebastiani, Elisabetta Freo, Cinzia D’Angelo, Domenica D Benedetto, Cesare Lari, Angelo Cospito, Francesca Bai, Anna De Bona, Antonella D’Arminio Monforte

Articolo originale – Diffusione della infezione da HIV in prigione e gestione delle terapie antivirali all’interno e all’esterno
Emanuele Pontali 

Articolo originale – Tubercolosi in prigione: il rischio della multifarmaco resistenza
Sergio Carbonara 

Articolo originale – HBV nelle prigioni italiane: politiche e prassi
G. Starnini, S. Dell’Isola, A. M. Ialungo, E. Rastrelli


Scarica questo numero   download_pdf


Dimensione, problemi sociali, complessità organizzativa e rischio di infezioni nel sistema penitenziario italiano

Sergio Babudieri
Direttore dell’Unità di Malattie Infettive e Tropicali, Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e Sperimentali, Università di Sassari & SIMSPE – Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria


Articolo presente in – Cure and Chronicity Nr.2 

Scarica l’editoriale download_pdf


Epatite C in prigione. Dalla cura del singolo alla strategia di eradicazione: un beneficio per la comunità

Roberto Ranieri, Ruggero Giuliani, Teresa Sebastiani, Elisabetta Freo
Unità di Malattie Infettive – Case Correzionali – Milano

Cinzia D’Angelo, Domenica Di Benedetto
Clinica di Malattie Infettive – Ospedale Santi Paolo e Carlo – Università di Milano

Cesare Lari
Unità di Servizio Sanitario – Ospedale Santi Paolo e Carlo – Milano

Angelo Cospito
Unità di Servizio Sanitario Penitenziario – Ospedale Santi Paolo e Carlo – Milano

Francesca Bai, Anna De Bona, Antonella D’Arminio Monforte
Clinica di Malattie Infettive – Ospedale Santi Paolo e Carlo – Università di Milano


RIASSUNTO

I detenuti sono noti avere specifiche caratteristiche che determinano un alto rischio di infezione da Epatite C (HCV) e allo stesso tempo hanno un ridotto accesso alle cure e ai trattamenti quando disponibili per la comunità. Grazie alla ampia disponibilità di antivirali ad azione diretta (DAAs), altamente efficaci e ben tollerati, la prigione offre una opportunità unica per una capillare diagnosi e trattamento di tutti i pazienti HCV infetti. Nonostante l’alto costo dei DAAs e la possibilità di reinfezione, specialmente tra coloro che fanno uso di droghe iniettive (PIWDs), il trattamento dell’HCV nei detenuti si è rivelato essere ancora costo-efficace. Presentiamo la nostra esperienza nelle case correzionali milanesi e i modelli associati sviluppati nella cornice del Network Italiano di Medicina Penitenziaria. Dal Gennaio 2015 più di 130 trattamenti sono stati erogati implementando uno specifico approccio multidisciplinare che ci permette di raggiungere un responso virologico sostenuto (SVR), oltre il 94%, equiparabile all’SVR raggiunto nella comunità. Garantire l’accesso al trattamento per l’HCV ai detenuti non solo risponde alla richiesta della Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) di curare le persone in grave condizione di necessità, ma risponde anche alle necessità pubbliche di tipo sanitario ed economico. Trascurare questi gruppi vulnerabili minerebbe gli sforzi per eradicare l’infezione da HCV nella popolazione generale e renderla una malattia rara, al contrario consentendo al virus di circolare tra le persone non curate, favorendone la diffusione anche nella popolazione non a rischio.
Parole chiave: Epatite C; Prigione; Trattamento; Strategia di eradicazione


Articolo presente in – Cure and Chronicity N.2 

Scarica l’articolo download_pdf


Esclusivita’ e centralità del rapporto dottore – paziente detenuto

Vito Fiore
Unità di Malattie Infettive e Tropicali, Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e Sperimentali, Università di Sassari & SIMSPE – Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria

Federico Caputo
SIMSPE – Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria

Sergio Babudieri
Unità di Malattie Infettive e Tropicali, Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e Sperimentali, Università di Sassari & SIMSPE – Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria


RIASSUNTO

I detenuti rappresentano una popolazione vulnerabile e scarsamente servita, soggetta a un’alta probabilità di rischio per la salute e pregiudizi. Un rapporto dottore – paziente basato sulla fiducia è fondamentale in medicina, in particolare per un servizio sanitario ottimale alle popolazioni vulnerabili. E’ importante non solo per il paziente, ma anche per il dottore e i suoi obiettivi di cura, oltre a rappresentare un punto critico per la sanità pubblica. Alla base del rapporto dottore – paziente nelle carceri, vi sono i sette principi enunciati dal Comitato Europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani e degradanti. Tuttavia lo scenario delle carceri presenta diverse difficoltà, considerando inoltre le due differenti realtà, quella del dottore e quella del paziente detenuto, dove il primo a causa delle molteplici attività svolte può trovare difficoltà nel garantire al secondo una continuità assistenziale. L’esclusività e centralità del rapporto paziente detenuto – dottore deve essere presa in considerazione ponendo attenzione ai problemi che si riscontrano comunemente nella erogazione del servizio sanitario penitenziario e alla prospettiva tanto del paziente quanto del medico.
Parole chiave: Rapporto paziente – dottore; Prigione; Sanità


Articolo presente in – Cure and Chronicity N.2 

Scarica l’articolo download_pdf


copertina_cure_and_chronicity_01

Cure and Chronicity N.1

Mese di pubblicazione – Novembre 2017
PP. 1-56

Formato – 21 cm x 29,7 cm


In questo numero:

Editoriale – Hepatitis C – The ever-changing scenario
Antonio Craxì – University of Palermo, Italia

Article Originale – HCV cure and the course of liver disease.
Massimo Colombo, Vincenzo Boccaccio – Department of Medicine, Clinical and Research Center Humanitas Research Hospital, Rozzano, Italia

Article Originale – Third-wave drugs: pharmacokinetics, pharmacodynamics and DDI
Giovanni Di Perri – Infectious Diseases Unit, School of Medicine, University of Torino, Italia

Article Originale – Is global (or regional) HCV elimination a realistic objective?
Alfredo Alberti – Department of Molecular Medicine University of Padova, Italia

Article Originale – Special groups special needs?
Massimo Puoti – Dept of Infectious Diseases – Niguarda Hospital – Milan, Italia

Article Originale – HCV resistance to drugs: still a scourge?
Francesca Ceccherini-Silberstein – Department of Experimental Medicine and Surgery, University Tor Vergata, – Rome, Italia

Article Originale – How physicians who cure HCV in Italy perceive current and future needs
Vito Di Marco – Biomedic department of specialistic and internal medicine – gastroenterology and epatology section – Palermo University, Italia


Scarica questo numero download_pdf


Trattamento a lungo termine dell’HIV: la gestione delle comorbidita’

Massimo Andreoni – Direttore Scientifico
Università Tor Vergata, Roma – Dipartimento di Medicina dei Sistemi 


RIASSUNTO

Nell’era dell’ART, la maggior parte dei pazienti in cura raggiunge una completa e duratura soppressione virologica.
Di fatto le terapie hanno trasformato l’HIV in una patologia cronica. Tuttavia gli individui HIV positivi sono più
vulnerabili a scarse condizioni di salute e a comorbidita’ rispetto a gli individui HIV negativi e presentano una
più alta suscettibilità a diverse problematiche di salute correlate all’età avanzata.
Invecchiare con l’HIV, sussistono ancora diversi interrogativi in merito agli unici e combinati effetti di questi due fattori di rischio.
Parole chiave: Frailty; HIV; Comorbidità; Patologia cronica


Articolo presente in – Cure and Chronicity N.0 

Scarica l’articolo download_pdf


Editoriale

Massimo Andreoni, Direttore Scientifico 
Università Tor Vergata, Roma – Dipartimento di Medicina dei Sistemi 


RIASSUNTO

La ricerca clinica ha impostato una specifica strategia basata sulla trasformazione delle patologie ad esito fatale in patologie croniche.
La cronicizzazione delle patologie ha profondamente mutato tanto le condizioni dei pazienti, quanto quelle del sistema sanitario.


Articolo presente in – Cure and Chronicity Nr.0 

Scarica l’editoriale download_pdf


copertina_cure_and_chronicity_00

Cure and Chronicity Nr.0

Mese di pubblicazione – Novembre 2017
PP. 1-28

Format – 21 cm x 29,7 cm


In questo numero:

Editoriale
Massimo Andreoni – Scientific Director

Articolo originale – Trattamento a lungo termine dell’HIV: la gestione delle comorbidita’ 
Massimo Andreoni – Scientific Director

Articolo originale – Gestione dei virus a trasmissione ematica nei detenuti infetti 
Sergio Babudieri, Vito Fiore, Roberto Ranieri, Emanuele Pontali, Sergio Carbonara,
Giulio Starnini

Articolo originale – Diffusione di ceppi batterici multifarmaco resistenti e carbapenemasi: ospedali, strutture a lungodegenza, comunità e stewardship antimicrobica 
Saverio Giuseppe Parisi 


Scarica questo numero  download_pdf


golden goose outlet online golden goose femme pas cher fjallraven kanken backpack sale fjallraven kanken rugzak kopen fjällräven kånken reppu netistä fjallraven kanken táska Golden Goose Tenisice Hrvatska Basket Golden Goose Homme Golden Goose Sneakers Online Bestellen Kanken Backpack On Sale Fjallraven Kanken Mini Rugzak Fjällräven Kånken Mini Reppu Fjallraven Kanken Hátizsák nike air max 270 schuhe neue nike air schuhe nike schuhe damen 2019