Tubercolosi in prigione: il rischio della multifarmaco resistenza

Sergio Carbonara 
Clinica di Malattie Infettive – Università di Bari


RIASSUNTO

Le prigioni rappresentano un setting ad alto rischio per la tubercolosi (TB) tanto farmaco quanto non farmaco – resistente (o multifarmaco resistente – MDR), per svariati motivi: un alta concentrazione di gruppi ad alto rischio di TB in una popolazione ristretta, ambienti chiusi, sovrappopolazione, scarsa ventilazione, programmi di controllo inadeguati, alto turnover dei detenuti. Incrementare il controllo della TB in prigione crea un beneficio per l’intera comunità. Il controllo della TB – MDR risiede attualmente perlopiù su un insieme di interventi volti a prevenire la TB “di per se”, come diagnosi tempestiva, isolamento della TB respiratoria, trattamento con una terapia adeguata con una piena aderenza del paziente per tutto l’arco di cura. Un intervento tempestivo è necessario per connettere i servizi di cura della TB penitenziari a quelli della comunità per assicurare un proseguimento della cura ai detenuti scarcerati. Misure per ridurre il sovraffollamento e per migliorare le condizioni di vita di tutti i prigionieri dovrebbero essere applicate per ridurre la trasmissione della TB.
Parole chiave: Tubercolosi; Multifarmaco resistenza; Prigioni


Articolo presente in – Cure and Chronicity N.2

Scarica l’articolo  download_pdf


Gestione dei virus a trasmissione ematica nei detenuti infetti

Sergio Babudieri
Unità di Malattie Infettive e Tropicali, Dipartimento di Scienze Mediche, chirurgiche e Sperimentali, Università di Sassari  & SIMSPE – Società italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria

Vito Fiore
Unità di Malattie Infettive e Tropicali, Dipartimento di Scienze Mediche, chirurgiche e Sperimentali, Università di Sassari  & SIMSPE – Società italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria

Roberto Ranieri
Azienda ospedaliera Santi Paolo e Carlo, Unità di Malattia Penitenziaria, Università di Milano e SIMSPE – Società italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria

Emanuele Pontali
Unità di Malattie Infettive, Ospedale Galliera, Genova & SIMSPE – Società italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria

Sergio Carbonara
Unità di Malattie Infettive, Ospedale Giovanni XXIII, Università di Bari & SIMSPE – Società italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria

Giulio Starnini
Medicina Protetta – Unità di Malattie Infettive, Ospedale Belcolle, Viterbo & SIMSPE – Società italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria


RIASSUNTO

La sanità è spesso infuenzata da determinanti di tipo sociale, che giocano un ruolo importante nella diffusione
dei virus a trasmissione ematica (BBV). La conseguenza è una disparità socio- economica ed etnica  nel tasso di
diffusione di questi virus. Screening preventivi e  trattamenti per queste infezioni dovrebbero essere implementati
nella pratica clinica per la popolazione generale, a partire dai gruppi sociali emarginati, che sono i più colpiti da questa problematica di salute.
La popolazione carceraria riceve troppa poca assistenza primaria e deve confrontarsi con limiti di natura
economica, culturale e linguistica quando  si parla di salute, queste persone sono sotto la soglia di povertà e sono soggette a un piu’ alto rischio di infezioni da BBV.
Per queste persone sono necessari interventi mirati, specialmente sugli individui inconsapevoli, che sono i responsabili della maggior parte delle infezioni sessualmente trasmissibili.
Parole chiave: Detenuti; Virus a trasmissione ematica; Assistenza sanitaria


Articolo presente in – Cure and Chronicity N.0 

Scarica l’articolo download_pdf


golden goose outlet online golden goose femme pas cher fjallraven kanken backpack sale fjallraven kanken rugzak kopen fjällräven kånken reppu netistä fjallraven kanken táska Golden Goose Tenisice Hrvatska Basket Golden Goose Homme Golden Goose Sneakers Online Bestellen Kanken Backpack On Sale Fjallraven Kanken Mini Rugzak Fjällräven Kånken Mini Reppu Fjallraven Kanken Hátizsák nike air max 270 schuhe neue nike air schuhe nike schuhe damen 2019